TUTTO CIO’ CHE LA SCIENZA SA SULLO SQUIRTING: Facciamo chiarezza sui fenomeni che comportano l’emissione di fluidi nella sessualità femminile

Prima di tutto: che cos’è lo squirting?

Lo squirting è un fenomeno di risposta sessuale femminile che comporta l’espulsione di una quantità relativamente abbondante di fluido attraverso l’uretra durante l’eccitazione sessuale o l’orgasmo. Il fluido in questione è in larga parte derivante dalla vescica urinaria ed è simile all’urina molto diluita.

Già Ippocrate nel IV secolo a.C. e Galeno nel II secolo d.C. ne erano a conoscenza e descrivevano l’emissione di liquido dai genitali femminili durante il piacere sessuale, ma solo nel 2015 con lo studio di Salama S. et al. “Nature and origin of “squirting” in female sexuality” si è finalmente arrivati a definire lo squirting un fenomeno fisiologico specifico e quindi una modalità di risposta sessuale: Salama ha infatti provato attraverso misurazioni ecografiche seriate che il fluido emesso proviene dalla vescica che, da vuota in fase di riposo, si riempie rapidamente durante l’eccitazione e si svuota nuovamente con l’orgasmo. Fino a questo momento, l’emissione di fluido abbondante durante l’orgasmo o il piacere sessuale veniva considerata patologica, anche dai famosi studiosi della sessualità umana Masters e Johnsons, che negli anni ‘60-’70 lo avevano interpretato come “incontinenza coitale”, patologizzandolo.

In sintesi, lo squirting è un fenomeno fisiologico che fa parte della risposta sessuale umana, e non c’entra con l’incontinenza coitale, di cui parleremo tra pochissimo.

Qual’è la differenza tra squirting ed eiaculazione femminile?

Sono due fenomeni fisiologici diversi, anche se vengono ancora troppo spesso confusi.

Secondo ricerche anatomiche e fisiologiche, l’eiaculazione femminile è l’emissione di una piccola quantità (pochi millilitri) di liquido denso e lattiginoso, prodotta dalle ghiandole parauretrali o ghiandole di Skene (note come “prostata femminile”), i cui dotti sboccano proprio ai lati del meato uretrale, superiormente all’ingresso della vagina. Lo squirting, invece, è l’emissione di decine o centinaia di millilitri di liquido trasparente che dalla vescica fuoriescono attraverso l’uretra.

Il fluido prodotto dalle ghiandole di Skene è caratterizzato da un’alta concentrazione di PSA (Antigene Prostatico Specifico), mentre il liquido emesso nello squirting è molto simile all’urina, anche se molto diluita.

L’espulsione del fluido nel caso dell’eiaculazione femminile avviene attraverso il gocciolamento dalle ghiandole parauretrali, mentre il liquido dello squirting viene espulso grazie alla contrazione massiva del muscolo detrusore (il muscolo che avvolge la vescica e si contrae anche durante la minzione).

I due fenomeni, squirting ed eiaculazione femminile, possono facilmente coesistere.

Eiaculazione femminileSquirting
OrigineGhiandole parauretraliVescica urinaria
VolumePochi millilitrida decine a centinaia di millilitri
ColoreBianco-lattiginosoTrasparente
ConsistenzaDensoLiquido
PSAPresente in abbondanzaAssente o presente in tracce
ManifestazionePercezione di umidità, come perditeEspulsione massiva di liquido trasparente
Acido urico, urea, creatininaAssentiPresenti
Glucosio e fruttosioPresenti in abbondanzaPresenti in tracce

Lo squirting si può definire incontinenza coitale?

Com’è stata convinzione comune nel passato, anche al giorno d’oggi qualcuno/a potrebbe chiedersi: “ma non è che semplicemente se l’è fatta addosso?”. La risposta è: no!

Incontinenza e squirting sono due cose distinte e ora vi spiego perchè.

L’incontinenza coitale è un fenomeno patologico in cui si verifica perdita involontaria di urina durante l’attività sessuale e può avvenire sia durante la penetrazione sia al momento dell’orgasmo.

Questa perdita è un sintomo di disfunzione urinaria, non un fenomeno fisiologico, e spesso è collegata a problematiche come l’incontinenza urinaria da sforzo o la disfunzione del muscolo detrusore.

Semplifico in modo da essere più chiara: la differenza sta nel fatto che nell’incontinenza urinaria coitale si perde l’urina normalmente prodotta dai reni e immagazzinata in vescica, perché non si riesce a trattenerla, in modo scollegato dal piacere sessuale; nello squirting è proprio l’eccitazione sessuale che porta alla produzione del liquido e sua la successiva emissione durante l’orgasmo.

Le donne che sperimentano lo squirting, hanno più rischio di avere incontinenza urinaria?

Non necessariamente le donne che sperimentano lo squirting presentano disturbi urinari patologici o sintomi di incontinenza urinaria, ma purtroppo non ci sono evidenze scientifiche di qualità che ci possano dare risposte chiare in merito. 

Servono più studi clinici che ci spieghino se una sottopopolazione di donne che “squirtano” sia più predisposta all’incontinenza urinaria nel lungo termine. 

Non è escluso che alcune donne che sperimentano lo squirting possano avere sintomi urinari concomitanti, ma non è detto che i due fenomeni siano collegati tra loro.

Ed ora veniamo alla domanda che aspettavate tutti/e…

Si può “imparare” a squirtare?

La risposta è no!

Lo squirting è legato ad una risposta riflessa (stimolazione sessuale intensa + riempimento vescicale rapido durante l’eccitazione + rilascio uretrale al picco del piacere) che non tutte le donne hanno, anche in condizioni simili di stimolazione. 

Non è una capacità allenabile o acquisibile a comando, ma una variante della risposta sessuale.

Le donne che dicono di aver imparato in realtà hanno sempre avuto la capacità di squirtare, ma magari:

  • non riconoscevano le sensazioni legate allo squirting;
  • inibivano lo stimolo (per paura di fare la pipì);
  • il contesto non era adeguato a lasciarsi andare, rilassarsi, dare fiducia al partner.

In particolare molte donne inizialmente inibiscono il riflesso perché la sensazione premonitrice dello squirting è identica all’urgenza minzionale. Quando questa inibizione viene meno, il fenomeno può manifestarsi e viene vissuto come qualcosa che si è “imparato”; ma in realtà è più corretto dire che si smette di bloccare ciò che il corpo sapeva già fare.

Per concludere vorrei porre l’attenzione su alcune importanti considerazioni: 

  1. Se non squirti, non godi di meno! lo squirting non è un indicatore di piacere sessuale o di orgasmo “migliore”. Molte donne che dicono di avere una sessualità pienamente soddisfacente non lo sperimentano mai;
  2. Insistere a voler imparare a squirtare, perché si vuole essere alla moda o perché il partner lo chiede, può creare pressione e ansia: proprio l’opposto di ciò che potrebbe invece facilitare una risposta sessuale appagante e serena.

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