La disfunzione erettile è una delle disfunzioni sessuali che più disturba le persone di genere maschile, vissuta spesso con grande disagio e vergogna. In questo articolo cercheremo di fare una breve descrizione di questa condizione e di capire quali sono le terapie che la scienza ha individuato per risolverla, aggiungendo anche una piccola riflessione finale.
Epidemiologia e definizione della disfunzione erettile: cos’è e quanto è frequente.
La disfunzione erettile è un frequente disturbo sessuale che in Italia coinvolge circa il 12.8% delle persone di sesso maschile; la prevalenza aumenta con l’avanzare dell’età (2% delle persone soffrono di disfunzione erettile tra i 18 e i 30 anni, mentre ben 48% oltre i 70 anni). Secondo il DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) la disfunzione erettile si ha quando c’è una marcata difficoltà ad ottenere un’erezione e/o a mantenerla fino al completamento dell’attività sessuale e/o quando c’è una marcata riduzione della rigidità peniena.

Fisiologia dell’erezione: come funziona?
Prima di addentrarci nelle possibili cause della disfunzione erettile, ritengo utile spiegarvi molto sinteticamente da cosa dipende il buon funzionamento di questo complesso meccanismo. Innanzitutto l’erezione è un riflesso: significa che avviene anche senza necessità che il nostro cervello intervenga, grazie ad un circuito nervoso che coinvolge alcuni tratti del midollo spinale. Ma non è tutta questione di nervi!
L’erezione, infatti, è il risultato dell’interazione coordinata tra il sistema vascolare, endocrino e nervoso:

- Sistema vascolare: il pene è costituito da due corpi cavernosi, che sono composti al loro interno da un fitto reticolo di vasi arteriosi e venosi e rivestiti al loro esterno da una guaina poco distensibile che si chiama tonaca albuginea. In condizioni di riposo, i vasi arteriosi sono parzialmente “chiusi” (vasocostrizione) da un particolare tipo di fibre muscolari. In presenza di segnali specifici, di pertinenza del sistema endocrino e nervoso, questa muscolatura si rilassa (vasodilatazione), permettendo ai vasi arteriosi di riempirsi di sangue. In questa fase i corpi cavernosi si riempiono di sangue talmente tanto, che ad un certo punto la pressione tende a schiacciare i vasi venosi contro la tonaca albuginea. Questo impedisce il drenaggio venoso del sangue che rimane “intrappolato” nei corpi cavernosi determinandone la rigidità (meccanismo veno-occlusivo). Da questo capiamo che una buona salute cardiovascolare è fondamentale per ottenere una buona erezione.
- Sistema endocrino: ci sono diversi ormoni e sostanze che determinano la possibilità di avere un’erezione soddisfacente: tra questi ricordiamo i potenti vasodilatatori come l’ossido nitrico, che permette la dilatazione delle arteriole dei corpi cavernosi, e il testosterone, che nutre e mantiene in salute i tessuti erettili del pene. Con l’andropausa, e la graduale riduzione dei livelli di testosterone circolante dovuta all’età, molti uomini sperimentano un calo della rigidità peniena e una difficoltà a ottenere e mantenere un’erezione soddisfacente.
- Sistema nervoso: come accennavo anche i nervi hanno un importante ruolo nell’erezione, che viene innescata dai centri spinali dei tratti T10-L2 (in caso di attivazione da stimoli visivi, olfattivi, uditivi o da fantasie erotiche) e S2-S4 (in caso di attivazione del riflesso in seguito a stimoli tattili); l’erezione ha luogo grazie alle fibre nervose del sistema parasimpatico, che è il sistema nervoso attivo nei momenti di rilassamento, calma e riposo. E’ altamente improbabile, infatti, avere un’erezione mentre è attivo il suo sistema antagonista, il sistema nervoso simpatico, che interviene nelle situazioni di “attacco-fuga”, ossia mentre siamo spaventati, stressati, preoccupati o in preda al panico.

Le cause della disfunzione erettile: perché a me?
Immagino che il breve excursus sulla fisiologia dell’erezione vi abbia fatto intuire quali possano essere le patologie o le condizioni che causano la disfunzione erettile.
Nel momento in cui uno di questi apparati (vascolare, endocrino e nervoso) è danneggiato o disfunzionale, il meccanismo erettile è in pericolo.
Nella disfunzione erettile sono riconosciute cause mediche/organiche o psicologiche, e, nella maggior parte dei casi, possono essere presenti entrambe contemporaneamente.
Tra le cause mediche riconosciamo:
- l’aterosclerosi (la creazione di placche di colesterolo all’interno delle arterie, il cui lume si restringe, impedendo il corretto circolo del sangue),
- il diabete (grande killer dell’erezione perché può danneggiare contemporaneamente nervi, sistema vascolare ed endocrino),
- le patologie del sistema nervoso centrale e le lesioni del midollo spinale (siano esse succedute a traumi, malattie infiammatorie, o chirurgia),
- l’ipogonadismo con la carenza di testosterone e tutte le alterazioni ormonali che possono causare una riduzione del livello di testosterone,
- la chirurgia pelvica (come la prostatectomia radicale, anche se robotica nerve-sparing, e la cistectomia per tumori della prostata o della vescica),
- l’assunzione di alcuni farmaci (antidepressivi e antipertensivi primi tra tutti),
- l’abuso di alcol o droghe,
- l’obesità (il tessuto adiposo tende a trasformare il testosterone circolante in estrogeni)
- e l’abitudine al fumo.
Tra le cause psicologiche ricordiamo, invece:
- ansia da prestazione,
- timore del rifiuto e dell’insuccesso,
- spectatoring (sensazione di assumere una prospettiva in terza persona, giudicante, che osserva da fuori l’atto sessuale),
- preoccupazione rispetto alle dimensioni o all’aspetto del proprio pene,
- incapacità comunicativa tra partner,
- storia di traumi psico-sessuali,
- educazione eccessivamente rigida.
Al termine di questo lungo elenco di cause, vorrei fare una precisazione: avere esperienza di una disfunzione erettile, anche se causata da una condizione medica, può influenzare il modo in cui una persona percepisce il proprio corpo, la sua identità e la sua autostima, agendo sul piano psicologico. Il disagio psicologico andrà a sostenere quindi la patologia organica, in un circolo vizioso che danneggia la salute sessuale. Mente e corpo sono strettamente intrecciate e inscindibili: è fondamentale agire su entrambe per arrivare ad una soluzione soddisfacente e duratura.

Terapie: come risolvere la disfunzione erettile?
Qualora la persona non sia soddisfatta della propria erezione, esistono numerose terapie che si possono intraprendere per tentare di risolvere la condizione di disagio. Come non nominare i famosi farmaci inibitori della fosfodiesterasi 5 come sildenafil, tadalafil, avanafil e vardenafil. Questi farmaci agiscono aumentando la concentrazione di ossido nitrico in circolo a livello penieno, migliorando il flusso sanguigno nei corpi cavernosi e quindi la rigidità peniena. Quando non funzionano o sono controindicati, esistono anche delle altre terapie come il vacuum device (uno strumento che crea un vuoto e richiama sangue nei corpi cavernosi), le prostaglandine come l’alprostadil da somministrare attraverso l’iniezione del farmaco direttamente nei corpi cavernosi oppure all’interno dell’uretra sottoforma di crema, la terapia con onde d’urto, oppure in casi molto selezionati l’impianto di una protesi peniena attraverso l’intervento chirurgico. In tutti i casi in cui ci sia disagio psicologico o problematiche relazionali conil/la partner, è fondamentale affidarsi ad un terapeuta esperto in Sessuologia, perché nessun farmaco può funzionare veramente bene senza una mente rilassata e disposta all’intimità: ricordate il sistema simpatico di cui vi parlavo sopra? Ecco, non è troppo simpatico quando si parla di erezione!
Riflessione finale: “impotenza”, un termine dispregiativo e poco rispettoso.
Durante le mie consulenze sessuologiche è quasi impossibile mi sentiate parlare di “potenza” sessuale o di “impotenza”, o ancora peggio di “cilecca”, per descrivere la disfunzione erettile. Questa terminologia aumenta lo stigma e la minimizzazione nei confronti di questa condizione, che tende a ledere aspetti tuttora (purtroppo) identitari della persona, come la propria virilità. Le parole e i pensieri definiscono le nostre azioni: e per me è fondamentale che la persona si senta accolta e vista, e non che, al contrario, si senta giudicata negativamente.
Un appello ai lettori di sesso maschile: ricordatevi che la rigidità del vostro pene non definisce se siete o meno bravi amanti, menchemeno se siete o meno dei veri uomini. Questa narrativa vi intossica, per giunta peggiorando la percezione negativa della situazione. Se convivete con la disfunzione erettile, non rimanete in silenzio per vergogna o per paura: non è questione di essere meno virili, ma una questione di salute. Chiedete una consulenza medica sessuologica: sarà il primo passo per vivere una sessualità più appagante e una mascolinità più sana e consapevole!
Bibliografia:
- https://www.siams.info/androwiki/disfunzione-erettile-classificazione-ed-epidemiologia/
- Parazzini F, Menchini Fabris F, Bortolotti A, et al. Frequency and determinants of erectile dysfunction in Italy. Eur Urol 2000, 37: 43-9.
- arone B, Napolitano L, Abate M, Cirillo L, Reccia P, Passaro F, Turco C, Morra S, Mastrangelo F, Scarpato A, Amicuzi U, Morgera V, Romano L, Calace FP, Pandolfo SD, De Luca L, Aveta A, Sicignano E, Trivellato M, Spena G, D’Alterio C, Fusco GM, Vitale R, Arcaniolo D, Crocetto F. The Role of Testosterone in the Elderly: What Do We Know? Int J Mol Sci. 2022 Mar 24;23(7):3535. doi: 10.3390/ijms23073535. PMID: 35408895; PMCID: PMC8998588.
- https://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Fisiologia-dell-erezione-tipologia-fasi-fattori-neurovascolari?EW_FATHER=11234&ART_TYPE=VODOM
- Bernorio Roberto, Mori Giuseppe, Casnici Federica, Gaia Polloni, L’approccio diagnostico in sessuologia, Franco Angeli 2020.
