
Una pratica antica, poi diventata tabù nel mondo occidentale
Ad oggi conosciamo e possediamo opere d’arte e manufatti antichi che raffigurano sesso anale eterosessuale. Gli esempi più conosciuti sono i vasi Moche peruviani del 300 d.C.: da un’indagine condotta su questi oggetti è emerso che ben il 31% raffigurava rapporti anali eterosessuali, una percentuale significativamente più alta rispetto a qualsiasi altro atto sessuale. Altro esempio sono le Shunga cinesi e giapponesi, stampe xilografiche e rotoli dipinti a mano prodotti tra il XVI e il XIX secolo, che raffigurano una vasta gamma di pratiche sessuali incluso il sesso anale eterosessuale. Ma senza ricorrere all’arte oltreoceano, anche la vicina litografia erotica francese della fine del XIX e inizio del XX secolo include immagini di rapporti anali.

Ma in che modo la sessualità anale è diventata un tabù? questa pratica ha sviluppato un’accezione negativa a partire dal regno dell’imperatore Giustiniano I (538 d.C.), quando si iniziò ad utilizzare il termine “sodomia” per indicare un rapporto anale tra uomini omosessuali. L’inquisizione medievale (1184) condannava come eretiche le persone che si dedicavano a fornicazione e sodomia, in quanto collegate a stregoneria e satanismo. Inevitabilmente la proibizione biblica della sodomia ha influenzato il significato e l’accettabilità del rapporto anale nella cultura occidentale, fino a portare all’emissione di leggi antisodomia per punire i comportamenti sessuali tra persone dello stesso sesso, in particolare il sesso anale tra uomini. Negli Stati Uniti, le leggi antisodomia risalgono al periodo coloniale e sono state applicate in diversi stati fino al 2003, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti le ha dichiarate incostituzionali. Forse a causa delle sanzioni culturali e legali associate al sesso anale, tale comportamento sessuale ha ricevuto solo brevi menzioni nella letteratura scientifica, finché non è emersa l’epidemia di HIV e AIDS negli anni ’80. Di come ne ha parlato e ne parla tuttora la Scienza ne parlerò in un capitolo a parte.
Piccolo glossario della sessualità anale
In questo articolo troverai i seguenti termini:
- sesso anale e sessualità anale: l’insieme delle pratiche sessuali che prevedono la stimolazione dell’ano per dare e ricevere piacere;
- rapporto anale e penetrazione anale: introduzione del pene nel canale anale;
- anilingus/rimming: contatto tra ano e bocca/lingua;
- rapporto/stimolazione ano-digitale: utilizzo delle dita per stimolare e/o penetrare la zona anale.
- anodispareunia: dolore durante la penetrazione anale
Fatti e curiosità: chi, come e perché pratica il sesso anale? Un occhio alla letteratura scientifica
Quante persone in Italia e nel mondo praticano sesso anale? Questa è una domanda che tutt’oggi fatica a ricevere una risposta chiara e precisa. Purtroppo la letteratura scientifica presenta diffuse disomogeneità nella raccolta dei dati e nell’attenzione dedicata alla tematica: molta ricerca di focalizza su gruppi specifici di popolazione (MSM: men who have sex with men, quindi uomini che fanno sesso con uomini, comunità LGBT+, persone affette da HIV e HPV) e ci sono pochi studi sulla popolazione generale, anche in Italia (forse per tabù legato alla nostra cultura?).
Una stima riguardo alla prevalenza di questa attività sessuale, possiamo comunque provare a farla, tenendo conto dei bias sopracitati:
Nei paesi occidentali le persone che hanno esplorato la sessualità anale almeno una volta nella vita si aggirano intorno al 20-40%, e le persone che si sono dedicate a questa pratica negli ultimi 12 mesi sono circa 10-25%. In Italia, secondo il rapporto Censis 2025, 32,6% delle persone di età compresa tra 18 e 16 anni ha praticato sesso anale.
Riguardo alla prevalenza in base al genere, pare che le donne pratichino sesso anale con una frequenza pressoché uguale o leggermente superiore a quella degli uomini.
Per quanto riguarda l’orientamento sessuale, possiamo affermare che la sessualità anale è largamente praticata dagli uomini che fanno sesso con uomini (MSM, men who have sex with men), ma non tutti gli uomini omosessuali e bisessuali la praticano. Purtroppo non disponiamo di dati scientifici di qualità che esplorino la frequenza dell’utilizzo di questa pratica, nemmeno nelle donne che fanno sesso con donne (WSW, women who have sex with women).
Per quanto riguarda i tipi di stimolazione della regione anale, oltre alla penetrazione pene-ano, conosciamo anche altre pratiche che possono associarsi a questa, o semplicemente essere praticate senza tentativi di penetrazione:
- l’anilingus o rimming (stimolazione dell’ano con la bocca o con la lingua),
- la stimolazione ano-digitale (utilizzo delle dita per toccare o penetrare l’ano),
- e l’utilizzo di sex toys.
La scienza sa molto poco (perchè c’è stata poca ricerca in merito) circa i motivi per cui le persone desiderano intraprendere il sesso anale; tuttavia, disponiamo di alcuni dati che ci permettono di accennare un elenco di motivazioni:
- VERGINITA’: molto di più in passato, ma in misura minore ancora oggi, le persone, soprattutto donne adolescenti, ricorrono al sesso anale nella convinzione di mantenere la verginità prima del matrimonio. Secondo uno studio del 1999 condotto da Sanders e Reinisch su un gruppo di 589 studenti, 19% di loro non considerava il sesso anale “vero sesso”;
- INTIMITA’ E DONO DI SE’: per molte coppie eterosessuali il sesso anale è percepito come più intimo del rapporto coitale (vagina-pene) e talvolta viene concepito come un vero e proprio “regalo” da fare al partner;
- PIACERE: molte persone provano piacere sessuale direttamente dalla stimolazione anale. Secondo la ricerca Erosfem condotta da Bernorio e Passigato alcune donne riescono a raggiungere l’orgasmo anche solo con la penetrazione anale. Una ricerca del 2003 condotta da Pinkerton, Cecil, Bogart, & Abramson, ha rilevato che gli uomini eterosessuali valutano il rapporto anale significativamente più piacevole rispetto alle donne.
La maggior parte dei dati sui rapporti anali eterosessuali si basa su ricerche condotte su campioni con specifiche caratteristiche comportamentali e demografiche, ad esempio l’uso di droghe per via iniettiva o offerta di sesso in cambio di denaro, che espongono a un rischio relativamente elevato di trasmissione di HIV e MST. Non è noto se la pratica del sesso anale in queste popolazioni sia utilizzata per un nesso di causa-effetto (la disinibizione legata all’uso di sostanze predispone a ricorrere a pratiche considerate trasgressive o tabù) o per altri motivi, come la ricerca di sensazioni forti.
Poco si conosce, invece, sulle caratteristiche delle popolazioni a minor rischio, sebbene i tassi osservati di rapporti anali siano risultati più elevati nei contesti di relazioni serie o a lungo termine, convivenza e matrimonio rispetto alle relazioni occasionali.
Consigli per approcciarsi alla sessualità anale
Vorresti praticare sesso anale, ma hai mille domande, dubbi o paure? Di seguito elencherò i punti chiave per una sessualità anale piacevole e responsabile.
- PROTEZIONE

Il sesso anale è altamente suscettibile di trasmissione di malattie sessualmente trasmesse (MST), come HIV, Sifilide, Epatite B e C, Herpes, Chlamidia, Gonorrea e HPV. Questo accade perché la mucosa del canale anale è fragile e molto incline a lacerarsi e sanguinare, aumentando il rischio di contatto tra liquidi corporei infetti. La ricerca scientifica ha dedicato moltissima attenzione al tema, infatti sappiamo che questa pratica è più rischiosa delle altre in termini di trasmissione delle MST, che possono causare patologie potenzialmente mortali e gravemente impattanti sulla qualità della vita, come l’AIDS, l’infertilità, la cirrosi epatica, e i tumori dell’ano e del retto.
Non per questo dobbiamo per forza rinunciare al sesso anale, però attenzione e responsabilità non vanno mai messe in secondo piano. La maggior parte di queste malattie è prevenibile indossando un condom durante l’attività penetrativa, il dental dam per praticare l’anilingus e dei guanti per la stimolazione ano-digitale. Inoltre, abbiamo dei vaccini efficacissimi contro HPV ed epatite B.
Dedicare qualche momento all’osservazione della cute della zona anale prima di stimolarla in qualsiasi modo, si può considerare una regola di buon senso: controllate che nella zona perianale non ci siano lesioni sospette e che la cute sia integra: se ci sono ferite o protuberanze cutanee, meglio astenersi da qualsiasi azione e consultare un medico. Purtroppo Sifilide e HPV possono trasmettersi anche attraverso il contatto tra cute, e non necessariamente attraverso lo scambio di secrezioni o liquido seminale.
L’unico rischio che non si corre intraprendendo un rapporto anale, è di andare incontro ad una gravidanza indesiderata, qualora l’eiaculato venga emesso all’interno del canale anale. Ma questo non è comunque un motivo sufficiente per non utilizzare il preservativo.
- PULIZIA

Non è strettamente necessario procedere a clisteri o docce anali prima di ogni rapporto anale. Per molte persone è sufficiente lavare con acqua tiepida e sapone delicato la zona perianale per eliminare cattivi odori e residui fecali. Se possibile sarebbe bene andare in bagno prima di avere rapporti anali, in modo da liberare l’ampolla rettale dalle feci. Chi non ha una buona regolarità intestinale, può utilizzare dei clisteri, ma attenzione: il loro uso eccessivo può portare ad irritazioni cutanee, infiammazioni della mucosa anale ed espone a rischio di lesioni, con conseguente aumentato rischio di trasmissione di MST per alterata barriera cutanea.
Altre regole importanti: sanificate sempre eventuali sex toys prima e dopo l’utilizzo e non passate mai (né con il pene, né con toys/dita/bocca) direttamente dall’ano alla vagina: c’è un altissimo rischio di infettare la vagina e le vie urinarie con i batteri intestinali e provocare cistiti o vulvo-vaginiti.
- LUBRIFICANTE

A differenza degli organi genitali, l’ano non si lubrifica da solo, e ha bisogno di essere preparato alla penetrazione e alla stimolazione in generale con un buon prodotto lubrificante, meglio se a base siliconica, perché non si asciuga e dura più a lungo. Bisogna sempre verificare la compatibilità del lubrificante in uso con il preservativo e con eventuali sex toys, se usati: i lubrificanti a base siliconica sono spesso incompatibili con i giocattoli in silicone. Anche i lubrificanti a base acquosa vanno bene, ma è raccomandabile applicarne in abbondanza e di frequente, in quanto la mucosa rettale tende ad assorbire l’acqua contenuta in essi, causando una veloce disidratazione del prodotto e la perdita dell’effetto lubrificante.
Alcune persone utilizzano creme desensibilizzanti topiche (a base di anestetici come lidocaina, benzocaina e prilocaina) per rendere il sesso anale più confortevole, anestetizzando l’ano. Queste sostanze possono comportare rischi per la salute se assorbite a livello sistemico: ricordiamoci che la mucosa rettale è un’ottima superficie di assorbimento sistemico per qualsiasi farmaco, facilitando il passaggio dei medicinali direttamente nel circolo sanguigno; gli anestetici sopracitati, una volta circolanti nel sangue, hanno effetto diretto sull’attività cardiaca e possono causare aritmie fatali. Inoltre, anestetizzare la zona, oltre a bloccare inevitabilmente le sensazioni piacevoli derivanti dalla stimolazione, può anche favorire la creazione di lesioni traumatiche, la cui gravità potrebbe essere limitata dalla possibilità di interrompere la penetrazione in caso di percezione di dolore. In Italia ad oggi non esistono prodotti a base di anestetici studiati appositamente per il rilassamento anale al fine di favorire una penetrazione più confortevole. Per questo, sconsiglio di utilizzare prodotti autorizzati per altri usi clinici, e incoraggio le persone che lamentano discomfort, difficoltà o dolore durante la penetrazione anale (anodispareunia) a contattare un medico per valutare e trattare le cause sottostanti.
- GRADUALITA’

La muscolatura che compone lo sfintere anale è molto tonica e potente. Ha quindi bisogno di essere dilatata progressivamente e con gradualità. Potete giocare con le dita oppure con dei plug o dilatatori anali di varie misure per raggiungere il grado di rilassatezza desiderato. E’ fondamentale utilizzare dispositivi specificatamente progettati per l’utilizzo nel canale anale, e non procurarsi oggetti qualsiasi per stimolare la zona: nel momento in cui un oggetto viene inserito nell’ano, subisce un’inevitabile e involontaria azione di risucchio verso l’interno del lume intestinale: in assenza di conformazioni specifiche che ne permettano l’ancoraggio all’esterno dell’ano, questi oggetti possono essere ritenuti nell’intestino retto con impossibilità di rimozione manuale. I rischi per la salute sono altissimi, perché implicano l’occlusione e la perforazione intestinale, complicanze che possono essere anche fatali. In questi casi non resta che l’intervento chirurgico urgente. L’intenzione non è quella di spaventarvi, ma di rivolgere la vostra attenzione verso una sessualità consapevole, sicura e piacevole: quindi usate i toys appositi e divertitevi in sicurezza.
Altro consiglio importante: se la penetrazione o la stimolazione anale dovesse causarvi dolore, fermatevi: l’anodispareunia (dolore alla penetrazione anale) non è normale. Potrebbero esserci delle lesioni infiammatorie, infettive o traumatiche. Oppure la vostra muscolatura potrebbe essere ancora troppo contratta per permettere la penetrazione. Se succede di frequente, rivolgetevi ad un medico.
Sesso anale e Scienza: una narrazione che deve cambiare
Gran parte della ricerca scientifica sulla sessualità anale, fino ad oggi, è stata condotta prevalentemente all’interno di un paradigma di “rischio infettivo”, considerando il sesso anale prevalentemente come un comportamento eterosessuale marginale o atipico o a pannaggio di comunità ritenute a rischio (come MSM, sex workers e utilizzatori di alcol e sostanze stupefacenti): tutto ciò contribuisce ad aumentare lo stigma sociale associato alla sessualità anale.
La persistenza di questo tabù non fa altro che trattenere le persone dal parlarne con gli operatori sanitari, riducendo la possibilità di counselling e, a mio parere, favorendo in modo paradossale un aumento del rischio infettivo e delle problematiche di salute associate.
A causa di questo paradigma, che tende a “patologizzare” le pratiche di sessualità anale, tutt’oggi poco sappiamo riguardo alle motivazioni per cui questo comportamento viene agito dalle persone, alla soddisfazione sessuale ad esso associato e alla sua prevalenza nella popolazione generale mondiale.
Conclusioni
Il sesso anale fa chiaramente parte del repertorio sessuale umano da secoli. Già questa affermazione dovrebbe portarci a “normalizzare” questa pratica. Le persone hanno bisogno di informazioni chiare e scientifiche, libere da pregiudizi morali, su tutto ciò che riguarda la loro sessualità. E’ auspicabile che la Scienza parli di sesso anale con un significato positivo, ossia volto anche ad esplorare ed approfondire la prevalenza, le motivazioni e la soddisfazione sessuale ad essa correlata: non dobbiamo mai dimenticare che la salute sessuale (e la salute in generale) non consiste solo nell’assenza di patologia, ma anche nel benessere psicofisico legato alla presenza di conoscenza, consapevolezza, responsabilità e quindi libertà di esplorare se stessi e gli altri.
Riferimenti
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